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ALFA ROMEO TZ2 1965 PRESS VERSION RED 1:18 Tecnomodel

219,60

Modello realizzato in resina da Tecnomodel in scala 1:18 ed in serie limitata, senza parti apribili, con incredibili dettagli della carrozzeria e dell’abitacolo che riflettono il più possibile l’auto reale.

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Dettagli del Modellino

Informazioni aggiuntive

Marchio

Alfa Romeo

Produttore

Tecnomodel

Codice Produttore

TMD1865A

Edizione Limitata

Edizione Numerata su Base Esclusiva

Scala

Scala 1:18

Materiale

Resina

Categorie

Da Competizione, Special & Limited Edition

Descrizione

ALFA ROMEO TZ2 1965

L’Alfa Romeo Giulia TZ (conosciuta anche come Alfa Romeo TZ o Tubolare Zagato) è stata un’autovettura da competizione prodotta dall’Alfa Romeo dal 1963 al 1965.
La prima versione della “TZ” è spesso chiamata impropriamente “TZ1”, per distinguerla dalla successiva “TZ2”.
Progettata in Alfa Romeo da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso, la “TZ” è stata prodotta in collaborazione con l’Autodelta, che provvedeva all’elaborazione dei propulsori a all’assemblaggio, con la SAI Ambrosini, incaricata di realizzare i telai tubolari, e con la Zagato, incaricata di formare la carrozzeria con struttura tubolare, concettuale evoluzione della Giulietta SZ coda tronca.
Il lancio della sua erede, la “TZ2”, avvenne al Salone di Torino alla fine del 1964 e raggiunse il pieno successo agonistico tra il 1965 e il 1966. Si lavorò sul fronte dell’abbassamento e dell’alleggerimento della vettura ottenendo un peso di 620 kg, grazie anche alla carrozzeria realizzata in fibra di vetro che fu anche rivista aerodinamicamente per abbassare il coefficiente di penetrazione. Anche la carrozzeria di questo è opera della Carrozzeria Zagato e nel 1965 l’Autodelta assunse il ruolo di Squadra Corse ufficiale. Realizzata solo in versione da competizione, montava un motore da 170 bhp (127 kW) a 7600 giri/minuto dotato di accensione con doppia candela (Twin Spark), con valvole maggiorate e lubrificazione a carter secco. La vettura raggiungeva una velocità massima di 245 km/h. La TZ montava un lunotto diviso in tre parti, mentre in questa evoluzione il vetro era unico. Lo sviluppo della vettura terminò alla fine nel 1965, quando il nuovo regolamento sportivo internazionale decretò il limite di 500 esemplari prodotti per la categoria “GT” e di 50 per la categoria “Sport”, relegando la “TZ2” nella categoria “Prototipi”. Anche per motivi di immagine e ritorno di mercato, l’Alfa Romeo, quindi, abbandonò la “TZ2” per dedicarsi allo sviluppo della “GTA” e alla categoria Turismo insieme alle Tipo 33 due litri in quella Prototipi. Furono costruiti solamente 9 esemplari della “TZ2”, con i numeri di telaio 104 (prototipo), 106, 110, 111, 112, 113, 115, 116 e 117. Il telaio n. 114, venne utilizzato dalla Pininfarina per carrozzare il prototipo “Giulia Sport”, presentato al Salone dell’Automobile di Torino nel novembre 1965 e disegnato da Aldo Brovarone. Il telaio n. 101 fu carrozzato da Bertone, su disegno di Giorgetto Giugiaro, divenendo il celebre prototipo “Canguro” del 1964, al quale verrà ispirato il prototipo della futura “Montreal”.